Innesto del microchip per il cane

Innesto del microchip per il cane

Il microchip per il nostro amico a 4 zampe, non è altro che la sua carta d’identità, riconducibile ai dati del proprietario.

Questo scoraggia abbastanza gli abbandoni ed i furti con rivendita.

Non è un GPS per cani e non serve per geolocalizzare il vostro cane tramite App o dispositivo iPhone ed Android.

Il “microchip” per il cane è la sostituzione del “vecchio tatuaggio” (che era situato nell’interno coscia dell’animale con il suo codice identificativo, doloroso e molte volte illeggibile dalla presenza di pelo a cani a pelo lungo,inoltre, al contrario dei gatti i cani hanno un anagrafe regionale, istituita nel 1991. 

Tutti i cani per legge, devono essere microchippati entro i 2 mesi di vitaChi cede cani dopo i 60 giorni, non microchippati, adotta/compra cani sprovvisti di microchip o chi regala, cede e vende cani prima dei 60 giorni, sta commettendo un REATO e la legge parla chiaro.

L’articolo 1 dell’Ordinanza 6 agosto 2008 è chiaro:

  1. E’ obbligatorio provvedere all’identificazione e alla registrazione dei cani, in conformità alle disposizioni adottate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano ed alla presente ordinanza.
  2. Il proprietario o il detentore di un cane deve provvedere a far identificare e registrare l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip. Il proprietario o il detentore di cani di età superiore ai due mesi è tenuto a identificare e registrare il cane ai fini di anagrafe canina, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza
  • Regolamento CE 998/2003: dal 3 Luglio 2012 tutti i cani devono avere obbligatoriamente il microchip. Il microchip deve essere inserito dal proprietario della fattrice (che deve anche aver provveduto a segnalare all’Asl la nascita della cucciolata) a nome suo. Quando scadono i due mesi, può dare via i cuccioli effettuando i passaggi di proprietà.

Dal momento che un cane entra in un ambulatorio o clinica veterinaria, è dovere e obbligo da parte del Veterinario preoccuparsi dell’innesto del microchip e se questo non avviene potrebbe essere multato, mentre nel caso il proprietario si rifiutasse partono le segnalazioni ai Servizi Veterinari e alle Guardie Zoofile.

Il microchip non è dannoso per il nostro cane, è una semplice capsula di vetro biocompatibile, inerte e dalle piccole dimensioni, circa 11×2 millimetri. Non emette onde e ha semplicemente al suo interno, un chip leggibile solo da apposito strumento, chiamato “Lettore Microchip” in dotazione a Veterinari, Asl, canili ed enti cinofili. Il microchip del cane usa la tecnologia R.F.ID. (Radio Frequency Identification): il dispositivo viene identificato attraverso onde a radiofrequenza. Il microchip emana onde solo se il lettore apposito gli si avvicina molto.

Il lettore microchip mostra sullo schermo un codice univoco di 15 cifre, le prime tre cifre si riferiscono alla casa produttrice mentre le restanti 12 cifre il singolo soggetto.

L’innesto del microchip avviene con un’iniezione sottocutanea nella parte laterale sinistra del cane, inodore e anallergico, vi tornerà utile nel momento in cui perderete il cane e siete nell’attesa che qualcuno possa risalire a voi tramite quelle 15 cifre identificative sul tutto il territorio.

Se un cane è sprovvisto di microchip e si dovesse perdere o finire in un canile, magari accidentalmente ha perso il collare con annessa medaglietta, la cartellonistica e gli annunci in stile “Wanted” appesi sui pali e alle fermate degli autobus servono a poco.

Fate la scelta giusta, microchippate i vostri cani per la loro salute.

10 Luglio 2017 / da / in

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